Nata il 16 marzo 1891, da una coppia di braccianti analfabeti nella campagna intorno a Castelfranco Emilia, seconda di dieci figli, nonostante le difficoltà e l’indigenza della famiglia, si dimostrò molto intraprendente, vivace, coraggiosa e, soprattutto, con una grande passione per la bicicletta. A 10 anni imparò a pedalare ed a 14 partecipò di nascosto alle prime gare organizzate in provincia di Bologna.

Nel 1907, sedicenne, andò a Torino, città in cui il ciclismo era radicato e dove le donne non erano motivo di particolare scandalo, Qui iniziò a gareggiare con una certa continuità battendo anche la famosa star dell’epoca Giuseppina Carignano, guadagnandosi il titolo di “miglior ciclista italiana” . Sempre a Torino conobbe Carlo Messori, che la convinse ad accompagnarlo al Grand Prix di Pietroburgo nel 1909, iniziando così una brillante carriera

OBIETTIVI SPECIFICI E FINALITA’

Attraverso le azioni messe in campo per il progetto “L’Alfonsina pedala controvento” teso a porre all’attenzione di chi non conosce o non ricorda una figura divenuta leggendaria, si vogliono fornire spaccati di storia, informazioni, stimolare riflessioni, scardinare stereotipi e pregiudizi sessisti.

Il progetto, inoltre, si inserisce opportunamente in quello ideato e promosso dal Comune di Cremona, Assessorato allo Sport, “Faircoaching Cremona” teso ad evidenziare, a livello nazionale, l’incidenza dei comportamenti scorretti in ambito sportivo, consentendo a tutti, addetti ai lavori e non, di prendere coscienza ed individuare i rimedi possibili

DESTINATARI DEL PROGETTO

La cittadinanza tutta ma in particolare i giovani e le giovani che partecipando ai vari appuntamenti, avranno la possibilità di promuovere iniziative ideate da loro stessi, sui particolari aspetti delle disuguaglianze e delle discriminazioni di genere, sui temi attualissimi del contrasto alla violenza sulle donne e favorire relazioni basate sul rispetto reciproco

Programma di massima degli eventi

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Sono  una donna, è vero. E può darsi che non sia molto estetica e graziosa una donna che corre in bicicletta. Ma io ho le gambe buone. Non sono pentita. Ho avuto delle amarezze. Qualcuno mi ha anche schernita. Sono però soddisfatta e so di aver fatto molto bene “

Alfonsina Strada

(al termine del Giro d’Italia del 1924)