Nel suo lavoro di advocacy quotidiano, la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta ha tra gli obiettivi anche quello di favorire il ciclismo urbano, mostrando i benefici per i singoli e le città. Quando faceva freddo vi abbiamo ricordato che si può comunque pedalare, con un abbigliamento adeguato (non esiste cattivo tempo, ma solo cattivo equipaggiamento, ricordate?). Ora ci concentriamo su un altro tema delicato. Stiamo parlando del come parcheggiare bene la propria bicicletta. I furti costituiscono uno dei freni principali alla diffusione della mobilità ciclistica: le persone spesso rinunciano a pedalare perché non se la sentono di lasciare la bicicletta in giro. In questo possono dare una mano le amministrazioni, ad esempio installando parcheggi sicuri e di standard europeo. Ma anche il singolo può rendere la vita difficile ai ladri.

Cominciamo col dire una cosa chiara: spesso si lega soltanto la ruota, o soltanto il telaio. Sbagliato. Se si legano entrambi a una rastrelliera o a un palo è un ottimo inizio.

Non risparmiate sul lucchetto

Una frase che avrete sentito spesso dire da chi va in bici tutti i giorni. Ma è bene ribadirla: non risparmiate su ciò che assicura la vostra bicicletta a una rastrelliera. Non accontentatevi di spendere poche decine di euro, soprattutto se viaggiate spesso in bicicletta, magari spostandovi in zone che non conoscete e che potrebbero non essere provviste di aree ben illuminate dove parcheggiare il mezzo. Chi risparmia sulla catena corre il rischio di dover sborsare altri soldi per una nuova bicicletta.

I modelli

Non esiste un modello che vi dia la garanzia al 100% che nessuno porterà via la vostra bicicletta. Certo, alcune elettriche montano un sistema che, oltre a emettere un fortissimo allarme antifurto, permette al proprietario di avere sempre la localizzazione del mezzo. Tutto questo, però, costa. In attesa che simili tecnologie diventino più accessibili, vi suggeriamo alcuni modelli di lucchetti. Ci sono quelli a “U”, rigidi e che si possono agganciare alla bicicletta quando si pedala; molti consigliano anche le catene segmentate, meno ingombranti e comode da mettere nello zaino; oppure le tradizionali catene, che per alcuni possono essere invece pesanti.

Più è preziosa la vostra bicicletta – sia in termini di costo, sia perché rappresenta il vostro mezzo di trasporto quotidiano – più vi verrà voglia di investire sul capitolo lucchetti. Esistono soluzioni che vanno a sommare più protezioni in poche mosse. Ad esempio, un lucchetto a U rafforzato da un cavo in acciaio per assicurare la bicicletta rappresenta una soluzione ottimale.

Dove la lego

Anche in questo caso la situazione non sempre gioca a favore del ciclista. In Italia, grazie anche al lavoro delle FIAB locali, sempre più amministrazioni lavorano per aumentare il numero di parcheggi. In alcuni casi sono strutture che consentono di legare la ruota posteriore e il telaio in maniera sicura; in altri, purtroppo, si tratta si semplici scolapiatti che non danno nemmeno la possibilità di legare la ruota anteriore. Un invito a nozze per qualunque malintenzionato.

Vicino a diverse stazioni ferroviarie in Italia stanno aprendo velostazioni e parcheggi bici sicuri e custoditi che incentivano un nuovo modo di spostarsi, soprattutto per i pendolari. In base alla vostra città, informatevi se esistono soluzioni simili; in alternativa potete contattare la associazione FIAB più vicina per capire se l’amministrazione sta pensando a una soluzione del genere. Può essere che la vostra esigenza sia condivisa da decine (se non di più) di altri pendolari. L’unione fa la forza e un parcheggio bici sicuro rappresenta un investimento anche per le amministrazioni che devono impegnarsi sul fronte della transizione ecologica.