Le proposte che Fiab sostiene nella Riforma del Codice della Strada

«Doppio senso ciclabile facilita spostamenti in bici»

Si torna a parlare di doppio senso ciclabile, un proposta già sperimentata con successo in alcune città italiane, che va a vantaggio della mobilità ciclistica in un contesto di sicurezza per gli utenti attivi della strada. Doppio senso non significa contromano, un fraintendimento (voluto?) che lascia passare il messaggio di ciclisti sempre indisciplinati e mai rispettosi delle regole. In questi giorni si è tornato a parlare del Codice della Strada – tema caro a Fiab - con delle ipotesi di riforma che riguardano anche la bicicletta: il riferimento è alla proposta di legge avanzata del deputato del Movimento Cinque Stelle, Emanuele Scagliusi, di cui si è discusso alla Camera dei Deputati.
Nella proposta del M5S si parla proprio di modifiche del Codice della Strada nella parte che riguarda la circolazione delle biciclette. All’interno dei centri abitati, nelle ztl e nelle zone 30, recita l’articolo proposto, «i velocipedi possono circolare anche in senso opposto a quello di marcia rispetto agli altri veicoli, previa valutazione delle condizioni di sicurezza». Il doppio senso ciclabile, specificato in questi termini nel testo, verrebbe introdotto con la semplice aggiunta del cartello “eccetto bici” che avviserebbe tutti gli utenti del traffico.
«Il doppio senso ciclabile serve a facilitare gli spostamenti in bicicletta. È necessario rendere un passaggio da un punto A a un punto B il più lineare possibile per chi pedala se vogliamo aiutare le persone a scegliere la bicicletta invece dell’auto e dare alle nostre città migliore vivibilità ». La spiegazione che la presidente Fiab, Giulietta Pagliaccio, dà a questa proposta storica di Fiab parte dai numerosi casi di città italiane che da anni sperimentano questa misura. «Penso a Reggio Emilia, dove il numero di incidentalità generale si è abbassato del 6%. Altri comuni come Pisa, Lodi, Mantova, Piacenza e Milano hanno optato per questo strumento con successo».
Tra le proposte di Riforma del Codice della Strada compare poi un’altra soluzione appoggiata dalla Federazione. Sono le case avanzate, quegli spazi riservati ai ciclisti allo stop dei semafori davanti a tutte le macchine in attesa del verde: misura che da una parte migliora la sicurezza dei ciclisti, più visibili a quelle auto che devono svoltare a destra, dall’altra gli risparmia non poco smog che altrimenti respirerebbero incolonnati insieme alle macchine.
In questo stucchevole dibattito che spesso colpevolizza i ciclisti, presentati come utenti della strada che non vogliono rispettare le regole, un’altra proposta di legge preoccupa invece la Federazione Italiana Amici della Bicicletta. «Se ne parla meno quasi non rappresentasse un problema, ma l’idea di alzare il limite di velocità in autostrada da 130 a 150 km/h ci insospettisce. Qual è l’urgenza di un simile provvedimento? A cosa servirebbe? Forse a consacrare il mito della velocità dell’auto proposto in ogni pubblicità in spregio al rischio calcolato dell’aumento dell’incidentalità?».

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