Diritto allo spazio pubblico, ecco la battaglia Fiab dei prossimi anni

di Giulietta Pagliaccio

È chiaro da tempo che la questione della mobilità sostenibile viene affrontata dalla maggioranza della politica e dei cittadini italiani in termini di “auto elettrica”, perché il tema viene inquadrato esclusivamente dal punto di vista dell’emergenza della qualità dell’aria che nessuno più può permettersi di ignorare, neanche le case automobilistiche.
Purtroppo le ricette messe in campo dalla politica, guarda caso, tengono sempre al centro l’uso dell’auto privata. Cambiamo alimentazione per la trazione e il gioco è fatto. Cambiamo per non cambiare. Ho ascoltato, a questo proposito, uno degli incontri organizzati nell'ambito della manifestazione “La Repubblica delle idee” il cui tema era come ci muoveremo nelle città nei prossimi 5 anni.
A conferma di quanto sopra, ancora una volta la questione è stata posta sul problema dell'inquinamento dell'aria ed è stato imbarazzante che nessuno sia riuscito a dire qualcosa rispetto allo spazio pubblico delle nostre città. 
La congestione da traffico auto come si pensa di affrontarlo? Con l'auto ibrida di turno?
Erano presenti al dibattito il sindaco di Bologna e la sindaca di Torino ed entrambi misuravano le parole con il sacro terrore di parlare di "blocco" delle auto: un balletto di circonlocuzioni per non urtare la sensibilità del largo pubblico che all’auto non può proprio rinunciare, sia mai che poi non ti votano!
Una scena non inusuale, sia chiaro, per chi come me frequenta incontri pubblici dove il politico-amministratore di turno si arrabatta nel dare risposte sulle questioni di mobilità cittadina, risposte che hanno sempre il sapore del dico-non dico, vorrei-ma non posso, faremo ma senza irritare (ovviamente l’automobilista perché il ciclista irritato - per non dire altro - è poca cosa in termini elettorali).
Insomma, una scena che la dice lunga sulla sudditanza di ognuno rispetto all'automobile. Del resto, se inviti a parlare chi vende auto o energia elettrica per le auto che ti aspetti? Tutto questo per dire che la nostra campagna “-20%, la dieta del traffico” è sempre più attuale e urgente.
Le nostre battaglie dei prossimi anni saranno quelle sul diritto allo spazio pubblico che ci spetta, un diritto che ci è stato negato da uno sviluppo urbanistico che ha disumanizzato le città in favore di un mezzo di trasporto, l’auto. 
Attraverso la bicicletta restituiamo spazio e vivibilità alle persone oltre ad aria pulita: con l’auto elettrica questo non è possibile. Partita vinta dalla bicicletta 1 a 0.

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