Auto elettriche in area pedonale? No grazie

Nella Legge n. 145 appena approvata e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2018, e che altro non è se non un lunghissimo maxiemendamento, è inserita una “pericolosa” modifica al Codice della Strada. Il Comma 103 dell’art. 1, infatti, recita: “All’articolo 7 del CdS, di cui al Decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, dopo il comma 9 è inserito il seguente: «9-bis. Nel delimitare le zone di cui al comma 9 (aree pedonali e ZTL NdR) i Comuni consentono, in ogni caso, l’accesso libero a tali zone ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida»”.
Da una parte si discute spesso dell’opportunità di condurre le bici a mano nelle aree pedonali per una presunta maggiore sicurezza delle persone e dall’altra si permette il passaggio di auto, seppure elettriche. Credo che nessuno possa dubitare di una inammissibile contraddizione.
Che dire di una modifica di questo genere, inserita in una legge dedicata ad una finalità completamente diversa, quale risulta essere la legge di bilancio? Quale sarà mai l’urgenza da giustificare una simile incursione in quel contesto? Che senso ha intervenire a spizzichi e bocconi quando ancora manca la riforma del CdS, lasciata a metà del guado nella passata legislatura e abbandonata al suo destino in questa?
Così, mentre in tutto il mondo le città stanno andando in direzione completamente opposta, alcune pianificando di diventare completamente “car free” entro il 2030, in Italia si sceglie di violentare i centri storici delle città e di mettere in pericolo la sicurezza di pedoni e ciclisti, senza contare che questo accesso indiscriminato potrebbe minare anche la prevenzione da attacchi terroristici, con veicoli che si scagliano contro i pedoni. Immaginate se a breve Piazza del Popolo a Roma, Piazza della Signoria e Ponte Vecchio a Firenze, Piazza del Campo a Siena o tutte le Piazze del Duomo di ogni città fossero attraversate in ogni ora del giorno e della notte da auto elettriche?
Migliaia di auto in più in strade e piazze del centro, i sistemi per il controllo elettronico degli accessi alle ZTL in tilt per l’aggiornamento delle “white list”, ricorsi ai giudici di pace da parte degli automobilisti e ricorsi al Tar da parte delle Amministrazioni comunali.
Quando si capirà che il problema del traffico non è solo l’inquinamento atmosferico, ma soprattutto di occupazione non più sostenibile di ogni spazio urbano possibile a discapito delle persone, della sicurezza e della bellezza di strade e piazze delle nostre meravigliose città ricche di storia ed arte, quando gli stessi cittadini ed i turisti stranieri scapperanno dai centri storici per evitare la pericolosa convivenza con le auto (seppure elettriche e/o ibride) sarà troppo tardi.
Dov’è finito l’impegno sull’Ambiente e sulla “dieta del traffico” proposta e sottoscritta da tantissimi candidati nella passata campagna elettorale, compreso il Vice Premier Di Maio?
In questi due giorni, tantissime Associazioni ambientaliste ed Amministrazioni hanno espresso il loro disappunto, facendo pressione perché questo Comma venga annullato, e proprio ora l’On. Michele Dell’Orco, Sottosegretario del MIT (M5S) ha preso le distanze dal famigerato Comma 103, assicurando che il Governo provvederà a rivedere la norma nel primo provvedimento utile, confermando l’ecosconto per mezzi ecologici e detrazioni fiscali per l’installazione di colonnine di ricarica, ma senza riempire i centri storici di auto.
Vogliamo credere che sia stata una grossolana svista e si possa rimediare in fretta per restituire subito ai Comuni l’autonomia di valutare le situazioni in concreto senza pericolose aperture obbligatorie e generali. E per liberare sempre più i centri storici delle città italiane dall’invasione delle auto, aumentando le aree pedonali e rendendo più restrittive le ZTL.
Piercarlo Bertolotti
FIAB - Federazione Italiana Amici Bicicletta
Legambiente/Legambici
Alleanza Mobilità Dolce
Kyoto Club
Associazione Salvaiciclisti Bologna
Associazione Salvaiciclisti Roma
Bikeitalia.it
Genitori Antismog
Greenpeace

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